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“ Il mare nasconderà sempre un ultimo segreto che sfugge ad ogni descrizione ed analisi ” PIER GROEN, oceanografo Olandese
La palma da cocco è fra le dieci piante più importanti del pianeta Terra. Nelle zone tropicali, oltre 400 milioni di abitanti attingono alle noci di cocco come principali sorgenti di grassi e proteine. La pianta intera è essenziale in ogni sua forma ed è alla base della vita di interi popoli. Alle soglie del terzo millennio, il suo centro genetico d'origine è ancora un mistero dibattuto, sia perché i frutti si disperdono per mezzo delle correnti, sia perché è stata diffusa dai popoli che colonizzarono le isole oceaniche. Negli ultimi 250 anni gli scienziati hanno proposto teorie diverse: America Centrale, Polynesia, Malaya, Fiji. L'Autore che si candida al PIRELLI INTERNATIONAL AWARD 2003 effettuerà una spedizione all’isola di Praslin per "interpretare" l’avventura che compie questa pianta per diffondersi lungo i litorali tropicali della Terra, ripercorrendo, mediante mappatura satellitare, le vie di migrazione oceanica dei frutti. |
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Il
dinamismo migratorio della palma da cocco, una delle più importanti
piante per il genere umano (gli esemplari coltivati sono oltre 500
milioni), pur essendo un fattore essenziale della sua ecologia, seguendo
complessi mutamenti ambientali, geofisici e bio-climatici, è tutt’oggi
non conosciuto. Il mistero del suo luogo d’origine, persiste alle
scoperte scientifiche del terzo millennio, come uno degli ultimi grandi
enigmi insoluti della biologia vegetale. Poiché le fasi di diffusione, le
vie migratorie, l’età e il luogo d’origine della palma da cocco non
sono deducibili con sicurezza partendo dalla distribuzione attuale, la sua
patria d’origine è controversa.
I
frutti della palma da cocco, si disperdono negli Oceani Indiano e Pacifico
fin dalle loro remote origini, in maniera così sfuggente ed elusiva,
tanto che raramente ne è stata segnalata la presenza in pieno oceano, in
balia delle onde e dai venti impetuosi. Si spostano, infatti, passivamente
sotto l’azione delle correnti, come una sorta di plancton galleggiante
alla deriva. Nel passato si è dubitato che la dispersione di queste
strutture riproduttive, avvenisse per mezzo del mare, e che semmai,
quest’ipotesi fosse frutto di “romanticismo botanico”, più che di
riscontri scientifici. Tuttavia, in qualche modo le noci di cocco devono
aver compiuto grandi traversate oceaniche, se no, non si spiegherebbe la
loro presenza in Africa, America, India, Polinesia, colonizzando le zone
del pianeta Terra comprese tra i due tropici. Forse,
inizialmente, è stato l’uomo della preistoria a far compiere
spostamenti alla pianta, ma resta da spiegare in che modo questi uomini
abbiano viaggiato per così lunghe traversate con le loro rudimentali
canoe. Nel 1976, PICKERSGILL
ha
fatto notare che non è ancora stato appurato come le noci di cocco
possano aver attraversato 11 000 km di Oceano Pacifico per raggiungere le
coste dell’America Centrale già al tempo di COLOMBO. |
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Nel corso degli ultimi 250 anni, grandi naturalisti ed esploratori scientifici (LINNÉ, BROWN, WALLACE, BECCARI, VAVILOV e STANDLEY, per indicarne alcuni), si sono interessati a questo problema, cercando di risolverlo. Un metodo bio-sistematico, sicuramente innovativo in campo vegetale, per gettare luce sulla sua comprensione, è oggi proposto dall’Autore della presente candidatura a questo PIRELLI INTERNETIONAL AWARD 2003. L’Autore ha impiegato due anni per preparare questa impresa, tra ricerche storico-scientifiche, etniche, geografiche, geologiche e biologiche, messa a punto del programma e del supporto telemetrico. È prevista una spedizione alle isole Seychelles, per seguire un lotto di noci di cocco abbandonate alla deriva nell’Oceano Indiano, mediante trasmettitori per tele-localizzazione satellitare, incollati ai frutti. La mappatura radio-satellitare servirà per trovare una spiegazione all’imponente colonizzazione della palma da cocco sulla Terra e per risalire al luogo d’origine. Questa pianta è stata, è e sarà, molto probabilmente, una delle piante più importanti del pianeta Terra in quanto è di fondamentale importanza per il 7% della popolazione mondiale, soprattutto ai tropici, dove rappresenta veramente “la pianta della vita”, senza la quale non sarebbe possibile l’esistenza di intere popolazioni. Far chiarezza sui meccanismi riproduttivi della palma da cocco può sicuramente essere di utilità per la conservazione nel tempo e la propagazione nello spazio di questa pianta tanto importante per l’umanità, tanto che non poteva non trovare posto nelle credenze e nei miti dei popoli, non a caso battezzata “gemma dei tropici”. |
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